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Vivo come se dovessi morire domani, penso come se non dovessi morire mai

8 aprile 2018 ,
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Simone Berni, è uno scrittore italiano ed è anche un cacciatore di libri introvabili. Come autore, pubblica lavori che hanno avuto il merito di riportare alla luce libri che non è più possibile ritrovare. Esempi? Il Manuale del cacciatore di libri introvabili del 2010, un manuale che guida i primi passi dell’appassionato collezionista, cacciatore di libri e frequentatore di mercatini. Nel 2006 esce  Libri scomparsi nel nulla… e altri scompariranno presto ed è qui che la critica scrive: “A volte i libri scompaiono. Titoli anche recenti e di generale diffusione, a una distanza ragionevole dalla loro uscita, spariscono misteriosamente. Non se ne trova più traccia, neppure nelle rimanenze e nei mercatini dell’usato. Il loro status li penalizza. Troppo recenti per interessare le librerie antiquarie, non abbastanza per essere ancora disponibili presso le librerie moderne. Ma quali libri scompaiono? Soprattutto biografie non autorizzate su personaggi illustri. Nomi della politica, dell’economia, ma anche della cultura e dello spettacolo” .

Il libro biografico, La filosofia di Moana, era uno di questi volumi introvabili, almeno fino al 2010 quando Berni pubblica il suo lavoro e, forse, questa pubblicazione ha contribuito ad alimentare la questione sul perché la biografia di Moana sia ancora oggi, nel 2018, difficilmente ritrovabile in forma cartacea e abbia un prezzo altissimo anche e, specialmente, in rete.

Moana pozzi non è solo la pornodiva attrice di commedia all’italiana le cui immagini sensuali e le pose da amante insaziabile hanno tormentato le note di adolescenti dei primi anni ‘80 fino al 1994, anno della sua morte. Moana Pozzi è anche molto di più. Una personalità complessa, con un’inquietudine di fondo, una perenne insoddisfazione per la vita che l’accompagnò costantemente, per tutto il corso della sua breve esistenza. Un velo di impalpabile tristezza che ne differisce i tratti. In un certo senso, si può dire che Moana ha mostrato tutto, tranne se stessa. Nella sua carriera ritroviamo anche un’avventura editoriale interrotta e l’esperienza nella politica, sfruttando certamente la sua fama e lo smisurato appeal- che aveva in egual modo, sugli uomini e sulle donne. Infine la scoperta della malattia, il ritiro lontano dei riflettori e la morte di  tumore, che la coglie a soli 33 anni. Decide di morire lontano dall’Italia, in pace e circondata solo dalle persone care.

Poi, dopo la morte, cala l’oblio..

Nel 2005, a  undici anni dalla sua sepoltura esce un libro che fa una strana ipotesi: Moana sarebbe ancora viva e avrebbe solo simulato la morte per rifarsi una vita. Questo fatto ha dato luogo a una serie di illazioni e, da più parti, si sono levate voci che lei fosse ancora viva, rifugiata all’estero- forse, in Francia- probabile.  Inizia così, dopo la sua morte, la nascita  del mito di Moana , storia che va oltre la sua professione artistica , oltre la sua vita privata nota. Ogni dettaglio diventerà interpretabile, possibile di smentita, curiosità e insinuazione. Molti ci hanno fatto- e ci stanno facendo- molti soldi sopra, questo è certo. Fatto sta che il suo mito funziona, ancora adesso. Nel 2018, due sue colleghe artiste, se ne escono con dichiarazioni che la stampa definisce “shock”. L’argomento ? Sempre quello, la morte mai avvenuta di Moana. O, avvenuta, ma in una data diversa.. insomma se ne parla. E la gente ascolta e vuole ascoltare, ogni volta. Ogni volta che si rispolvera la faccenda o che si arricchisce la storia con nuove ipotesi, i giornali stampano e i lettori leggono.

Quindi è chiaro che Moana è diventata un mito dopo la sua morte, perché è avvenuta all’improvviso e in circostanza misteriose, perché non si sa bene di cosa sia morta- chi dice tumore al fegato chi, come Paolo Villaggio, affermò che L’attrice gli confidò di essere sieropositiva. Poi non si sa se ha avuto figli: forse si, forse no. Insomma avete capito, eroina post-mortem. Dovrebbe però essere ulteriormente evidenziato come lei fosse un mito anche da viva. Lei era un mito già prima di definirsi come Moana Pozzi, la pornostar. Perché la pornografia era un tabù, ancora, negli anni ‘70 e ‘80. Moralmente parlando, in uno stato come l’ Italia, con la Chiesa Cattolica che abitava proprio lì- a Roma, era qualcosa di oltraggioso e vergognoso direi e, socialmente parlando, era ancora qualcosa di misterioso, noto a pochi. Le cassette con i film porno dovevi uscire e andartele ad affittare, non come oggi che basta collegarsi in rete. Insomma, la società dello spettacolo era agli albori e lei, tuttavia, era già la più famosa, in quel contesto. E, intendo, il contesto sociale  dello spettacolo, quello che poi è andato avanti e ha portato ragazzine sgallettate in televisione negli anni 90, risse tra incerti opinionisti nei vari talk-show televisivi o pseudo-confronti tv tra Hillary Clinton e Donald Trump. Insomma, il trash esonda, la vita quotidiana è popolata da utenti esemplari della frustrazione, nel senso più volgare del termine. Ma questa non la definirono, né la definiamo, pornografia. Mentre Moana, lei, che aveva una classe con cui o ci nasci o ci muori, fu ostacolata ad entrare in parlamento o a pubblicare e vendere copie della sua biografia perché era un’attrice porno. Nessun ulteriore commento, nostro.  C’è quel libro però, quello di cui si parlava poco sopra, che permetterebbe a tanti ammiratori e lettori affascinati da Moana di capire molto di più che qualunque altro si sia scritto su di lei. Il libro introvabile è titolato La filosofia di Moana ed è oggi ritrovabile, costa molto, ma trascriverlo in rete non costa niente. Non lo trascriviamo tutto, perché non vorremmo mai farlo. Ma prendiamo dei pezzi, delle frasi  di Moana, pronunciate da lei, proprio così. Papali papali. E speriamo che coloro che amano i libri rari, ne godano appieno. Coloro che amano ipotesi e chiacchere ne prendano spunto, concreto. Ma soprattutto crediamo che questo sia il modo migliore per scrivere un articolo su Moana Pozzi. Citare le sue stesse parole, vere, dandole così la possibilità di esprimersi, profondamente, su sé stessa e su quello in cui credeva. Essere fedelmente lei, lo fece, senza dubbio, durante tutta la sua vita e, chi conosce le sue interviste, lo sa bene. E poi, si vede nei suoi occhi e si sente nelle sue parole, l’onestà icastica, indiscussa ed indiscutibile di Moana.

Questi suoi pensieri permettono non solo di capire meglio chi fosse Moana, ma anche di ricostruire un pezzo di storia del costume italiano, della vita sociale e politica del nostro Paese, alle soglie di quella che fu la rivelazione di  Tangentopoli.  Lo scandalo che svelò la corruzione degli italiani agli italiani, che li mise di fronte a quello che erano- e sono, forse. Fellini diceva che l’Italia è cattolica al 50%, ma nel senso che una metà ci crede e l’altra metà dice di esserlo. Moana Pozzi doveva avere capito molto bene questa  ambiguità del periodo in cui era nata e non fece altro che fare la scelta migliore, senza ipocrisie, senza indugi. Scelta volta al massimo guadagno di denaro con la massima devozione edonistica. Qualcuno potrebbe vederci il rovescio della moralità cattolica, perché anche Moana fu ed è leggendaria, inattingibile dai comuni mortali ma altrettanto inosserbìvabile. La vicenda di Moana è inoltre molto interessante perché ha prodotto alcuni libri che oggi si sono fatti introvabili e molto ben valutati nel mercato dei titoli rari. Libri annunciati appena circolati, esauriti e scomparsi. Ce n’è per tutti gusti. Primo tra questi La filosofia di Moana, pubblicato nel 1991 il prezzo di copertina era di  29.000 lire. Nel 2007 viene valutato  200 €;  se autografato c’è un rincaro del 200%. Moana deve aver tentato invano di far pubblicare questo libro da vari editori, così, per non andare a sbattere in modifiche che ne avrebbero probabilmente stravolto il senso o addirittura nella censura, decise di fondare una propria casa editrice affidando la direzione responsabile al giornalista Brunetto Fantuzzi. Furono stampati circa 20.000 copie di questo interessante libro in formato di poco inferiore all’A4 per una spesa di una sessantina di milioni di lire dell’epoca. Nel 2006 non si sapeva bene, a distanza di 15 anni, dove siano effettivamente finite quelle copie, ma di fatto il libro era diventato un pezzo raro. Il libro fece molto scalpore negli ambienti vip soprattutto perché alla fine la pornostar assegna ai voti agli amanti!

Tratto dal libro La filosofia di Moana.

DONNA OGGETTO Le femministe (quelle stupide) mi accusano di essere una donna oggetto perché nel mio lavoro di pornostar mi presto a tutte le fantasie sessuali degli uomini (che poi sono anche quelle delle donne). Io invece non mi sento usata e mi piace rappresentare il sesso in tutte le sue forme. Per me la donna oggetto è la casalinga che lava, cuce, stira e cucina per la famiglia, molto spesso con poche gratificazioni.

EROTISMO Per me è una sensazione animale, violenta, chiara, senza sottintesi, che si può vedere, odorare, toccare. E’ tutto quello che mi fa venire voglia di fare l’amore, come sentire l’odore della persona che desidero o guardare mani e bocche pensando a quello che potrebbero farmi.

ESIBIZIONISMO Ricordo che quando avevo tredici anni era già un’esibizionista. Mia madre mi dice sempre che lo ero anche da bambina e che ho sempre cercato di catturare l’attenzione degli altri: “… Quando avevi quattro anni e venivano ospiti a casa cercavi nei miei cassetti bracciali ed orecchini, ti mettevi tutto addosso e ti facevi ammirare”. Da ragazzina avevo i capelli lunghi e biondi, il seno prosperoso e gli uomini mi guardavano. Questo mi faceva piacere e mi vestivo in modo da suscitare le loro fantasie con gonne corte e magliette attillate. Quando andavo al mare con i compagni di scuola to il reggiseno e mi divertivo farmi fotografare con una Polaroid che portavo sempre con me. Anche oggi mostrarmi agli altri è una cosa che adoro, sono un’esibizionista convinta.

ESTETICA Il mio senso estetico rispecchia la mia personalità e certamente non è mediato dalle mode e dalla cultura. Mi piace tutte quello che è esagerato, luccicante, vistoso e originale e non mi importa quando dicono che ho cattivo gusto.

GRILLO (GIUSEPPE) Lo conobbi una sera d’agosto del 1985 alla Gritta, un bar di Portofino, ovviamente aveva la battuta pronta e mi fece morire dalle risate. Mi piacciono gli uomini spiritosi e decisi di passare con lui quella stessa notte. A letto ci sapeva fare ed era dolcissimo… Ci siamo frequentati per tre mesi, poi ci siamo persi. Voto 7-

HOBBIES Il mio hobby preferito è collezionare vestiti e scarpe. In casa ho una grande stanza solo per loro perchè vederli tutti insieme mi dà sicurezza e un senso di ordine. È una camera tappezzata di stoffa rosa e illuminata da un lampadario di cristallo rosa. In una parete c’è un grande specchio ovale e su degli scaffali varie teste di legno per i miei cappellini. Sopra un manichino di velluto nero metto il vestito che indosserò la sera, su un altro appoggio cinture e foulards. Le scarpe (porto il numero 40) sono allineate dentro una vetrina e i loro tacchi non hanno mezze misure: o sono raso di terra o a spillo e altissimi (almeno dieci centimetri). Sia i vestiti che le scarpe mi piacciono originali, non seguo le mode e non metto cose qualunque. Faccio acquisti dove mi capita, nei negozi più lussuosi e nei mercati dell’usato, ma la maggior parte dei miei abiti li disegno da sola e poi li faccio realizzare da un mio amico costumista. Sono molto gelosa della stanza guardaroba, non faccio entrare nessuno e la tengo sempre chiusa a chiave

LETTURE Sono un’appassionata lettrice di libri e riviste e non mi perdo nessuna novità. Tra i giornali preferisco Eva Express, Beach Culture, Sub e Fermo Posta. Gli scrittori che amo sono: Moravia, Kundera, Allan Poe, Marguerite Yourcenar e Anais Nin.

MORTE Morire non mi fa paura, temo solo la sofferenza fisica. Quando succederà desidero essere cremata, non voglio il funerale, lapidi e fotografie. Le mie ceneri dovranno essere sparse nel mare.

PAURA Mi spaventano solo tre cose la sofferenza fisica, la vecchiaia e la dipendenza affettiva da una persona.

PORNOGRAFIA E’ la rappresentazione dei nostri sogni più intimi, dei desideri più segreti.

PROIBITO Per me è proibito: non sperimentare tutto ciò che ci incuriosisce, avere troppa fiducia negli altri, non sapersi lasciare andare ai sentimenti e alle passioni, non tenere in forma il proprio corpo, maltrattare gli animali e le piante, lasciarsi prendere dalla tristezza per più di una volta alla settimana. PROSTITUZIONE Molti mi dicono: “Sei una puttana, una prostituta pubblica”. Non mi importa di quello che la gente pensa di me e comunque nell’essere puttana non ci vedo niente di male. PUBBLICITA’ Ho mangiato dei biscotti “Saiwa” vestita da casalinga, ho tenuto in mano una coscia di pollo “Aia” con un costume da odalisca, ho accarezzato la leva del cambio di una “Opel Corsa” e mi sono sdraiata con un bikini di paillettes dorate su un divano del mobilificio “Rossetti”. PUBBLICO Quando faccio il mio show in giro per l’Italia posso finalmente vedere il mio pubblico. L’età varia dai diciotto ai sessant’anni, ci sono tipi da stadio e intellettuali, militari e donne curiose. Alcuni guardano in silenzio godendosi semplicemente lo spettacolo e accontentandosi di farmi una carezza quando gli passo vicino, altri pretenderebbero di salire sul palco per far l’amore con me. Spesso scopro qualcuno che facendo finta di niente si masturba senza vergogna. I più passionali sono i sardi e i veneti, i più composti i liguri e i siciliani. Quando torno in camerino trovo sempre regali di ogni tipo: lettere, fiori, pupazzi di peluche, biancheria intima, specialità gastronomiche del posto e bigliettini con inviti d’amore.

C’è un altro motivo che sottolinea quanto il personaggio di Moana Pozzi avesse le caratteristiche per essere considerato un mito vivente  e quella ragione è la sua partecipazione  alla scena politica italiana, che destò notevole scalpore. Esperienza breve e, purtroppo, fallita perché non le fu permesso di entrare davvero in parlamento ma, analizzata da vicino, questo episodio fu incredibile e precursore di quello che è poi stata la scena politica italiana nei decenni successivi. Ora i personaggi dello spettacolo entrano ed escono dal parlamento con nonchalance, magari anche da deputati, perché no. Se dicessimo che il nuovo presidente della repubblica italiana fosse Roberto Benigni, sarebbe del tutto possibile. E ci sarebbe anche andata molto bene (forse)! Della vita di Moana, la parentesi politica è la meno riuscita ed è, forse, anche giusto. Ilona Staller  fece la deputata  per un po’ e per volere di Marco Pannella  che dal palcoscenico del teatro (principalmente) pornografico, la portò in politica. E lo fece per credo della libertà.

Ilona, candidata nelle liste radicali, nel 1987 entrerà a Montecitorio, fra i banchi dei parlamentari come l’onorevole Staller. Era la deputata radicale con una percentuale di trasgressività, che la metteva a suo agio, ma Moana invece? Forse aveva puntato troppo in alto ed è rimasta lì. Il partito dell’ Amore rappresentava per Moana quell’ambizione a una trasformazione di lei come persona, ma l’avventura politica non la ha aiutata proprio per il retaggio della pornografia trasgressiva che aveva alle spalle. Era quello da cui si doveva liberare e fu questo che non gli permise di entrare in Parlamento. Quella scelta faticosa fu da abbandonare, all’atto delle elezioni, perché il suo pubblico non corrisponde agli elettori. Altrimenti avrebbe avuto un milione di voti. Per alcuni l’errore fu quello di candidarsi sindaco di Roma. Forse la deputata bastava forse sarebbe anche accaduto. Chissà.

Ma il partito dell’amore non fu solo un espediente che serviva a Moana per riscattarsi e per passare da pornodiva a cittadino. Fu un tentativo di estremo centro, cioè di bypassare la società dello spettacolo degli anni ’80, tornando a un partito costruito da un cittadino molto particolare. Un personaggio che non è candidato in liste di partito ma un personaggio che fonda, insieme a Mauro Biuzzi che glielo propone, un a lista, la costruisce, raccoglie3000 firme in strada, entra nelle liste  e prende 22.000 voti, di cui la metà personali. Uno 0.6 %. Una piccola avanguardia di quello che succede in Italia, sino ad oggi. La politica fatta da un personaggio di spettacolo non prestato alla politica, ma che “Fa da cittadino”, usa la propria popolarità per ridarla al popolo che a sua volta gliel’ha data. E’ decisamente un bell’esempio di democrazia.

 

DOMANDA: Si diceva fosse molto intelligente se fosse viva oggi che cosa avrebbe fatto? Moda? Pubbliche Relazioni?”

RISPOSTA: Avrebbe fatto politica, come del resto ha fatto anche morendo. Nella sua morte si nasconde il fatto che la classe operaia non è andata in paradiso ma Moana, lei si. Il popolo italiano le restituisce nella morte quella celebrità, quella forza che non aveva ottenuto attraverso la politica, ed era ciò che certamente le avrebbe  voluto.

 

Con il Partito dell’Amore e la morte di Moana nel 1994, si chiude per la prima volta in Italia la parabola storica della politica-spettacolo, che in quell’esperimento d’avanguardia e già a quella data aveva anticipato, con molti mesi di grande partecipazione popolare, la ricerca di un modello alternativo all’attuale crisi di rappresentanza popolare dei partiti del bipolarismo mediatico.

 

Mimosa

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